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Ultimo aggiornamento: 28-12-2023 | Pubblicato da: Eurodesk Italy - Ufficio di Coordinamento Nazionale

Vivere e Lavorare in Spagna

Vivere e Lavorare in Spagna

Con il motto “Europe, closer” la Spagna ha ufficialmente sostituito la Svezia alla Presidenza del Consiglio dell’Unione europea, ruolo che ricoprirà sino al 31 Dicembre 2023.

Le principali linee d'azione del semestre di presidenza spagnola si basano su quattro priorità:

  • reindustrializzazione l'UE;
  • transizione verde,
  • promozione di una maggiore giustizia sociale ed economica;
  • rafforzamento dell'unità europea.

Nel programma di lavoro della presidenza spagnola, visitabile qui,  si legge inoltre che:

“L'istruzione è al centro del progetto europeo. Durante l'Anno europeo delle competenze, la presidenza spagnola lavorerà per il futuro dei nostri giovani, strutturando un quadro educativo inclusivo, digitale e competitivo, cercando anche di mitigare l'impatto che le crisi economiche, sanitarie e sociali hanno avuto sui giovani. 

La Presidenza spagnola rafforzerà inoltre la dimensione culturale come pilastro fondamentale nel consolidamento di uno spirito di cittadinanza europea, guidando una strategia per sostenere il riconoscimento della cultura come bene pubblico essenziale. In questo stesso spirito, promuoveremo lo sport come componente fondamentale della società europea, come motore di trasformazione, occupazione, progresso e sviluppo, nonché come strumento di inclusione e coesione che favorisce e promuove la libertà, il rispetto e la tolleranza.”

Se queste sono le premesse, non resta allora che augurare buon lavoro al governo spagnolo e conoscere un po’ meglio il Paese, che dite?

Nell’immaginario collettivo, Spagna ed Italia - oltre ad essere diventato un classico del calcio mondiale - sono Paesi molto simili, accomunati da diversi fattori socio-culturali e qualche cliché… 

A Francisco Franco - dittatore spagnolo che regnò la Spagna sino alla sua morte, nel 1975 - i legami con l’Italia però non bastavano e così, nel 1942, la Spagna, che avrebbe dovuto avere un fuso orario diverso rispetto all’Italia (cioè un’ora indietro, come il Portogallo), impose l’utilizzo dell’Ora Centrale Europea, per dimostrarsi vicino a Italia (e Germania).

Dopo questa nota di colore (nero) per iniziare, è davvero ora di raccontarvi come si vive, si lavora e si studia in Spagna.

Paese di oltre 48 milioni di abitanti, la Spagna è composta da 17 comunità autonome e 2 città con vari gradi di autonomia.
Dati alla mano, lo standard di vita in Spagna è tutto sommato accettabile. Sebbene le crisi degli ultimi anni abbiano avuto un impatto sull'economia e su alcuni servizi pubblici, gli spagnoli continuano a beneficiare di servizi come la sanità e l'istruzione gratuiti o disponibili a un costo relativamente basso.

Per darvi un'idea del costo generale della vita in Spagna, EURES ha selezionato una serie di prezzi di alcuni articoli di uso quotidiano:

  • Pane: 1-1,30 €
  • Latte (un litro): Da 0,80 a 1,30 €
  • Chilogrammo di pomodori: 2-3,50 €.
  • Deodorante: 2,00 €
  • Biglietto del cinema: tra 7,00 e 9,00 €
  • Birra: da 2 a 2,50 €.
  • Hamburger: 2,95 €
  • Caffè… ma davvero volete ordinare un caffè in Spagna?!

Generalmente, nell'ultimo anno, l'indice dei prezzi al consumo è aumentato in media del 7,3%, soprattutto a causa del continuo aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, delle forniture e dei carburanti.

“E gli affitti?” - Vi starete chiedendo. Iniziamo col dire che per affittare un alloggio è necessario stipulare un contratto di locazione con il proprietario. Sebbene sia valido e legale stipulare un contratto verbale, è consigliabile farlo per iscritto... com'era quel vecchio detto latino?!
La durata del contratto di locazione deve essere concordata liberamente dalle parti in base alle loro esigenze. Se la durata del contratto di locazione non è indicata, si intende un anno. Se il periodo inizialmente concordato è inferiore a 5 anni (se il locatario è una persona fisica) o a 7 anni (se il locatario è una persona giuridica), il contratto di locazione sarà automaticamente e obbligatoriamente rinnovato ogni anno fino al raggiungimento del periodo di 5 o 7 anni, rispettivamente.

Il contratto non viene rinnovato se il locatario (inquilino) comunica al locatore la propria intenzione di non rinnovarlo almeno 30 giorni prima della scadenza del periodo concordato o di una qualsiasi delle date di rinnovo annuale.

Al momento della stipula del contratto, l'inquilino è tenuto a versare al proprietario un deposito cauzionale, generalmente pari a un mese di affitto. Il canone di locazione, cioè l'importo che l'inquilino paga al proprietario per affittare l'alloggio, è liberamente concordato da entrambe le parti. Il pagamento è mensile e viene aggiornato in base all'indice dei prezzi al consumo. È importante specificare quali spese sono incluse nell'affitto e quali no.

Il costo dell'affitto di un alloggio in Spagna varia da una città all'altra ed è difficile generalizzare. In generale, comunque, gli affitti sono più cari nelle principali città: Madrid, Barcellona, Bilbao, Vitoria e San Sebastián. Vivere nel centro di una di queste grandi città sarà sempre più costoso che in periferia o nei paesi limitrofi, che di solito sono ben collegati da treni o autobus che vi porteranno in centro in meno di 30 minuti.

Fuori città, il prezzo dell'affitto di un appartamento con una camera è compreso tra 400 e 900 euro. Il costo di un appartamento con due camere da letto può essere stimato tra i 500 e i 1000 euro. Nel centro di una città, questi prezzi aumentano del 25%. L'affitto di una stanza singola può costare tra i 200 e i 300 euro al mese, senza contare le spese pagate su base proporzionale… Comunque sempre meno di Milano!

Ora che è chiaro quanto costa la vita in Spagna, vediamo il mercato di lavoro spagnolo.

In termini di prodotto interno lordo, la Spagna rappresenta la quarta economia dell’eurozona, la quinta dell’Unione Europea e la 14° a livello mondiale.
Benché abbia conosciuto una frenata negli ultimi anni, l’economia spagnola è in fase espansiva, con una crescita del PIL supportata soprattutto dalla domanda interna e dall’import-export. 

Da un punto di vista dell’occupazione, l’economia spagnola è altamente frammentata e si caratterizza per la presenza di piccole imprese (8 imprese su 10 in Spagna hanno 2 o meno impiegati). La più grande concentrazione di piccole imprese è nel settore dei servizi, specialmente nel commercio.

Al contrario, le grandi imprese sono concentrate nel settore industriale. Inoltre un numero significativo di grandi imprese sono multinazionali impegnate nei settori dello sviluppo di infrastrutture, energie rinnovabili, banca ed assicurazioni, settore tessile, tecnologie della salute, aeronautica, agri-food, auto e turismo.

Proprio il turismo è uno dei volani più importanti per l’economia spagnola. La Spagna accoglie infatti oltre 80 milioni di turisti per anno, molti dei quali europei, numeri che rendono la Spagna il Paese europeo con il numero più elevato di turisti. 

Per trovare lavoro in Spagna è necessario conoscere lo spagnolo. Vi anticipiamo: no, mettere la “S” alla fine della parola italiana non vuol dire saper parlare lo spagnolo.
Oltre alla rete EURES, i maggiori sistemi per la ricerca del lavoro sono:
Il Servicio Público de Empleo Estatal - SEPE - Per registrarsi è necessario avere più di 16 anni e avere un valido documento di identità. È possibile che vengano richieste prove delle informazioni fornite.
Gli indirizzi degli uffici di collocamento possono essere trovati sul sito internet SEPE che è direttamente collegato a tutti i servizi pubblici per l’impiego gestiti dalle Comunità Autonome. La maggior parte di questi siti fornisce informazioni su vacancies, corsi di formazione etc...

I Servizi Pubblici per l’impiego non sono gli unici ad operare nel mercato del lavoro: le agenzie di collocamento forniscono servizi gratuiti e fungono da intermediari nel mercato del lavoro.
Le Agenzie Interinali possono assumere direttamente lavoratori e successivamente assegnarli alle diverse aziende a cui loro si appoggiano. Sono particolarmente utili per chi è alla ricerca di lavoro temporaneo.

Da non sottovalutare anche l’impatto dei Media. Tutti i giornali nazionali, regionali e provinciali spagnoli dedicano una sezione per le offerte di lavoro.
Alcuni canali televisivi e stazioni radiofoniche hanno programmi specifici per la ricerca del lavoro. Uno di questi è il famoso programma ‘Aquí hay trabajo’, che va in onda dal Lunedì al Venerdì sul canale 2 (RTVE).

Oltre ai media tradizionali è bene tenere in considerazione anche Internet. Si registra infatti un aumento delle aziende che ricercano personale direttamente dal loro sito internet. Le vacancies di solito si trovano nella categoria ‘Recursos Humanos’ [Risorse Umane], ‘Empleo’ [Lavoro] o ‘Trabaja para nosotros’ [Lavora con noi].

Se il vostro obiettivo è lavorare nel sistema pubblico spagnolo è necessario consultare periodicamente le notifiche sui concorsi pubblici pubblicate nel Bollettino Ufficiale dello Stato [Boletín Oficial del Estado] delle regioni autonome e delle province. È possibile ottenere informazioni sui concorsi pubblici anche dal sito del governo ‘Portal del Ciudadano’ [Portale del Cittadino].

"E se invece volessimo studiare?"
Il Ministero spagnolo per l'educazione universitaria ha un organismo dedicato all'internazionalizzazione dell'istruzione - SEPIE: Servicio Español para la Internacionalización de la Educación / Servizio spagnolo per l'internazionalizzazione dell'istruzione - che svolge la funzione di Agenzia nazionale per Erasmus+ (istruzione formale) .

Il sito ha anche una sezione con alcune pubblicazioni sul tema "Studiare in Spagna" dove si possono trovare due brevi articoli con le informazioni di base: 

Se avete intenzione di immatricolarvi in Spagna per la prima volta, è necessario conoscere quali sono i requisiti richiesti per studenti stranieri. In alcuni casi, possono essere diversi per i cittadini europei ed extraeuropei. 

In particolare potrebbero essere richiesti:

  • "Declaración de equivalencia de la nota media de expedientes académicos universitarios realizados en centros extranjeros”: documento che si può trovare online nel sito del “Ministerio de Universidades”. Una volta creato l’account, verrà richiesto di inserire tutti i voti di tutti gli esami fatti nel corso di studi precedente e alla fine verrà calcolata la media corrispondente nel sistema di voti spagnolo (1-10).
  • CV in spagnolo.
  • Diploma supplement o titolo di laurea (in caso di iscrizione a laurea magistrale o comunque "postgrado").

Nella lista dei documenti da presentare è spesso specificato l'obbligo di tradurre tutti i documenti in spagnolo, tramite traduzione giurata. In certi casi, però, è sufficiente presentare i documenti richiesti tradotti in inglese.  

Per maggiori informazioni su come studiare in Spagna, il consiglio è quello di contattare direttamente la segreteria dell'Università in cui avete intenzione di immatricolarvi. 

E per gli alloggi? Abbiamo parlato più su di quanto può costare in media una stanza, ma se non siete soddisfatti ecco qualche altro link:

Insomma, non ci sono più scuse: buen viaje!

 

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