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La bussola per i tuoi viaggi all'estero
Ultimo aggiornamento: 10-01-2024 | Pubblicato da: Eurodesk Italy - Ufficio di Coordinamento Nazionale

Giappone: vivere, studiare, lavorare nel Paese del Sol levante

Giappone: vivere, studiare, lavorare nel Paese del Sol levante

Il Giappone, terra dei samurai, paese affascinante e ricco di storia e tradizioni, è oggi meta ambita da tantissimi giovani che intendono fare un’esperienza di studio o di lavoro all'estero.
A proposito dei samurai, sapevate che i guerrieri giapponesi vivevano secondo un rigido codice di comportamento, il bushidō, che regolava il rapporto unico e inscindibile tra il samurai e il suo daimyō (signore feudale)? Alla base di questo codice era la fedeltà assoluta, una rigida definizione di onore e il sacrificio del bene del singolo in favore del benessere comune. Se ci pensate, questa idea soggiace alle azioni dei kamikaze giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale, secondo alcuni, strascichi di questo modo di concepire i rapporti umani si possono notare tutt'oggi in alcune aziende nipponiche…

E se il rapporto tra il daimyō ed il samurai si incrinava? Nessuna lettera o falò di confronto: a quel punto l’unica via per la redenzione era il seppuku o harakiri, antico rituale di suicidio. Ai giapponesi, come si può ben notare, non piacciono le mezze misure.

Tranquilli, non sarà una guida sulla storia del Giappone o sui suoi più famosi guerrieri, per questo ci sono ben più autorevoli divulgatori. La nostra, vuole essere una guida, ci auguriamo quanto più utile possibile, per suggerire come vivere, studiare, lavorare nel Paese del Sol Levante

Vivere in Giappone

Sono circa 3.000 gli Italiani che, secondo Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero, vivono in Giappone, divisi principalmente tra Tokyo e Osaka. I nostri connazionali hanno scelto di vivere in Giappone per diverse ragioni, volendo riassumerle, queste sono: l'efficienza dei servizi pubblici, le opportunità di lavoro, la tecnologia e infrastrutture avanzate, la cultura giapponese, la sicurezza delle strade e delle aree urbane e l'alta qualità della vita.

Secondo il Better Life Index dell’OECD (Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD), organizzazione internazionale che si prodiga per suggerire politiche pubbliche per una  migliore qualità della vita, in Giappone, il reddito netto medio delle famiglie è pari a 28.872 $ annui pro capite.
In termini di occupazione, in Giappone circa il 77% delle persone di età compresa tra 15 e 64 anni ha un lavoro retribuito; l’84% circa degli uomini ha un lavoro retribuito, rispetto al 71% delle donne. In Giappone, un numero maggiore di lavoratori dipendenti ha orari di lavoro retribuito molto lunghi rispetto alla media OCSE del 10%.

Tema istruzione. In Giappone, un numero maggiore adulti di età compresa tra i 25 e i 64 anni ha completato il ciclo di istruzione secondaria superiore, rispetto alla media OCSE del 79%. Per quanto riguarda la qualità del sistema poi, lo studente medio ha ottenuto un punteggio pari a 520 punti in termini di competenze in lettura, matematica e scienze, nell’ambito del Programma dell'OCSE per la valutazione internazionale degli studenti (PISA). Il punteggio giapponese è superiore rispetto alla media OCSE pari a 488 punti. Da notare come in Giappone, le ragazze hanno ottenuto, in media, 3 punti in più rispetto ai ragazzi. Girl Power!!

“Prega la salute”- ci ripetono gli anziani! E se decidessimo di vivere in Giappone potremmo stare tranquilli. L'aspettativa di vita alla nascita è di 84 anni, tre anni in più rispetto alla media OCSE, di 81 anni. In particolare, sono sempre le donne ad avere un'aspettativa di vita maggiore: 88 anni a fronte di 81 anni per gli uomini.

Questione abitativa. Chi di voi non ha mai visto servizi televisivi o reel in cui i giapponesi si inventano veri e propri loculi nei quali dormire? È vero, spesso succede anche a Milano ma questa è un’altra storia… La questione abitativa in Giappone è molto sentita, in particolare nelle grandi città potete trovare offerte per “soluzioni abitative” inferiori a 10 mq. Sempre secondo la Better Life Index, in Giappone, l'abitazione media comprende 1,9 vani a persona! Il problema, oltre agli spazi, è che gli appartamenti nelle grandi città sono proporzionalmente molti costosi: circa il 20% del reddito familiare dei giapponesi viene speso per l’abitazione.

Studiare in Giappone

Per quanto riguarda lo studio invece, come si studia in Giappone?
In Giappone, il sistema scolastico si compone di 12 anni di istruzione: 6 anni di scuola elementare, 3 anni di scuola secondaria inferiore e 3 anni di scuola secondaria superiore. Esistono 5 tipi di istituti di istruzione superiore a cui gli studenti internazionali possono essere ammessi:

  1. college di tecnologia
  2. scuole professionali (corso post-secondario di college di formazione specializzata)
  3. junior college
  4. università (un po’ come la nostra laurea triennale)
  5. graduate schools (un po’ come la nostra specialistica/magistrale o il Dottorato).

A seconda degli enti fondatori, questi istituti di istruzione superiore sono classificati in tre tipi: nazionali, pubblici locali e privati.

La maggior parte degli istituti di istruzione superiore in Giappone stabilisce l'anno accademico da aprile a marzo dell'anno successivo. Molte istituzioni utilizzano il sistema dei semestri. Le vacanze sono solitamente da fine luglio a inizio settembre, d'estate, da fine dicembre a inizio gennaio, in inverno, e da febbraio a marzo in primavera. In Giappone la maggior parte delle scuole ammette gli studenti in aprile, ma alcune scuole presentano un sistema di ammissione autunnale.

Le tasse universitarie in Giappone non sono così alte come quelle degli Stati Uniti e del Regno Unito. Inoltre, molte scuole giapponesi offrono programmi di borse di studio e programmi di esenzione/riduzione delle tasse universitarie agli studenti internazionali.

La media delle tasse di ammissione e di iscrizione per il primo anno vanno da 600.000 a 3.200.000 YEN, rispettivamente pari a 3.800 e 20.160 euro.

Le tasse di ammissione, le tasse di iscrizione, ecc. variano da istituto ad istituto, è bene tenere in considerazione che le tasse possono variare anche a seconda del luogo di residenza, pertanto, vi consigliamo di controllare in anticipo il sito web e le linee guida per l'iscrizione all’Istituto in cui intendete frequentare. Tra le spese da tenere in considerazione si indicano il pagamento di tasse d'esame, materiali didattici e spese di formazione pratica che potrebbero essere richiesti a seconda dell'istituto.

Per maggiori informazioni sullo studio in Giappone, vi invitiamo a visitare il portale Study in Japan e a contattare l'Ambasciata Giapponese in Italia.

Lavorare in Giappone

Bene, ora che è tutto più chiaro, possiamo domandarci come trovare lavoro in Giappone.

Il programma JET (Japan Exchange and Teaching) - operativo dal 1987 - offre l'opportunità agli stranieri di entrare nel mondo del lavoro giapponese, l'obiettivo del programma è promuovere lo scambio internazionale a livello locale e la cooperazione con le autorità territoriali, che sono:

  • il Ministero degli Affari Interni e delle Comunicazioni,
  • il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero dell'Istruzione, della Cultura, dello Sport, della Scienza e della Tecnologia
  • il Consiglio di Enti Locali per le Relazioni Internazionali (CLAIR).

Il contratto di lavoro ha durata annuale ma può essere prorogato per un'ulteriore anno, le posizioni offerte sono: Assistente Insegnante di Lingue (ALT) e Coordinatore delle Relazioni Internazionali (CIR). Spesso agli italiani viene chiesto di ricoprire incarichi del CIR in quanto l'italiano non viene insegnato nelle scuole superiori. Gli avvisi di accesso al programma JET compaiono generalmente a febbraio sul sito web dell'ambasciata. La scadenza è solitamente nel mese di aprile. Le selezioni prevedono un test di giapponese Noryoku Shiken (informazioni sul test sono disponibili sul sito dell'Istituto Culturale Giapponese di Roma). Un'altra differenza fondamentale nell'approccio al programma è la forte motivazione a promuovere veramente lo scambio culturale tra i due paesi.

In caso di selezione attiva la partenza avviene nel mese di agosto, il programma copre le spese di viaggio e gli stipendi (circa 3,6 milioni di yen all'anno) per circa 35 ore di lavoro settimanali, oltre alla rara opportunità di lavorare nella pubblica amministrazione giapponese.

Di solito, dopo il JET, è difficile avviare una carriera nell'amministrazione del paese ospitante, quindi per trovare un lavoro fisso è necessario cercare in altri lidi.

Un'altra opportunità di stage è offerta dal programma Vulcanus in Giappone, di cui potete trovare una descrizione dettagliata sul sito dedicato o nella nostra scheda che potete trovare qui. Questa opportunità è finanziata dal Centro di cooperazione industriale giapponese dell'UE e dall'azienda che ospita il tirocinante.

I giovani giapponesi iniziano a cercare lavoro già al terzo anno di università, da gennaio/febbraio dell'anno antecedente la laurea inizia un ciclo di incontri di orientamento con le aziende, con prove attitudinali scritte e colloqui. Ciò significa che anche prima di laurearvi, probabilmente, avrete già un contratto di lavoro in tasca, l’anno lavorativo segue l’anno fiscale, quindi inizia ad aprile.

Un’altra opportunità di ricerca di lavoro è data dai siti web dedicati ai lavoratori stranieri, molto apprezzati dalle aziende di import-export, che presentano una grande richiesta di interpreti di lingue, che conoscano e sappiano interpretare anche usi e costumi dei paesi in cui operano. Un esempio di tali siti web è fornito da Gaijinpot, offerte di lavoro indirizzate agli stranieri sono presenti anche nelle sezioni lavoro dei giornali giapponesi scritte in inglese.

Puoi anche iniziare a lavorare dichiarando di essere un insegnante di italiano per studenti giapponesi e richiedere il visto per mediazione linguistica, quest' attività ti consente di costruire la tua rete di contatti, utile per future opportunità di lavoro.

Per quanto riguarda il visto invece? Per i cittadini italiani in visita in Giappone e che soggiornano nel paese per meno di 90 giorni non sono richiesti visti, purché non si eseguano attività che prevedono retribuzione economica.

Per visite aventi durata maggiore ai 90 giorni o che presentano scopo lavorativo è invece necessario recarsi presso l’ufficio consolare preposto e richiedere un visto. I documenti necessari e i moduli per la richiesta sono indicati nella sezione dedicata sul sito dell’Ambasciata giapponese in Italia. In ogni caso è essenziale presentare il Certificato di Eleggibilità, che viene rilasciato dalle autorità di immigrazione regionali, sotto la giurisdizione del Ministero della Giustizia. Un elenco degli uffici coinvolti è consultabile sul sito dell’Immigration Bureau of Japan.

Dopo tutte queste informazioni, non resta che augurarvi 幸運と旅の安全を祈ります。 , rigorosamente in giapponese! 

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